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La disfonia: conoscerla per una diagnosi precoce

La disfonia è definita come un disordine caratterizzato da alterazioni della qualità, altezza e intensità della voce oppure da sforzo vocale che compromette la comunicazione o riduce la qualità di vita relativa alla voce (vr-QOL, voice-related quality of life). Oltre all’impatto sulla salute e la qualità della vita, conduce a frequenti visite sanitarie, a perdita di produttività lavorativa e assenteismo. Si comprende, dunque, come essa rappresenti un danno per il singolo individuo ed economico per la comunità.

La disfonia è spesso causata da condizioni di tipo benigno che si autolimitano nel tempo, ma può anche essere il sintomo di presentazione di una condizione più grave o progressiva che richiede diagnosi e gestione tempestive. Essa è comune nella pratica clinica ORL. Si stima che gli ambulatori di otorinolaringoiatria ricevono più di 50000 pazienti con disfonia ogni anno e che una buona funzione vocale sia richiesta per circa 1/3 della forza lavoro per soddisfare le esigenze professionali. La valutazione e la gestione del paziente con disfonia è un processo complesso e prolungato. L’eziologia è spesso multifattoriale, perciò, è necessaria una valutazione approfondita del paziente disfonico.

La disfonia è il sintomo più comune e, in alcuni casi, l’unico segno di disfunzione laringea.

Nella diagnosi differenziale di qualsiasi tipo di disfonia cronica anche un processo neoplastico deve essere considerato. Nel caso si abbia una voce alterata per oltre due settimane è necessario consultare un Foniatra, affinché possano prontamente essere diagnosticate eventuali patologie della laringe. La disfonia può essere il primo sintomo di molte malattie; un trattamento adeguato delle condizioni patologiche richiede una diagnosi accurata delle cause: l’esame e la valutazione della faringe e della laringe sono essenziali e parte integrante di un approfondito esame della testa e del collo. Anche se la posizione di queste strutture spesso inibisce l’osservazione diretta, semplici tecniche possono essere utilizzate nell’esame clinico per la loro valutazione.

La laringoscopia può fornire informazioni importanti sulla presenza di lesioni neoplastiche al fine di prevenire la progressione della malattia attraverso la diagnosi precoce. L’opportunità di laringoscopia dipende anche da considerazioni circa l’attività del paziente: cantanti, attori e, in generale, pazienti il cui sostentamento dipende dalla loro voce dovrebbero essere sottoposti immediatamente ad una laringoscopia, in quanto potrebbero non essere in grado di lavorare nel frattempo. La laringoscopia è un approccio valido non invasivo e senza anestesia. In confronto alla laringoscopia indiretta, questo metodo è di maggiore precisione e può, quindi, essere utilizzato per la diagnosi di una vasta gamma di condizioni, acute e croniche e disturbi benigni o maligni.

La laringoscopia ambulatoriale può essere effettuata attraverso la bocca con un endoscopio rigido e per via transnasale con fibroscopio flessibile sia con luce alogena o con luce stroboscopica. La morfologia e la motilità delle corde vocali sono ben valutate con questi strumenti. La stroboscopia è usata per visualizzare le corde vocali in vibrazione consentendo una valutazione sia anatomica sia funzionale durante l’atto della fonazione. L’aggiunta della luce stroboscopica permette la valutazione dell’onda mucosa delle corde vocali rendendo facili da identificare ulteriori patologie quali le cisti. Solo attraverso una adeguato iter diagnostico sarà possibile migliorare l’accuratezza terapeutica per la disfonia, evitare l’uso inappropriato di antibiotici, steroidi e farmaci antireflusso, non indirizzare i pazienti ad esami inutili, promuovere l’uso appropriato della laringoscopia, e, secondo i casi, di terapia vocale e/o chirurgia.

Un altro problema da affrontare, che fa da ostacolo alla diagnosi precoce, è la mancanza di consapevolezza circa la disfonia e le sue cause. Ad esempio, alcune persone anziane attribuiscono la loro disfonia all’età avanzata e tali convinzioni possono ritardare un trattamento adeguato. Perciò è importante aumentare la comunicazione con i pazienti e relazionarsi con essi. In latino comunicare significa mettere in comune: è proprio questo che deve fare il medico, mettere il proprio sapere a servizio degli altri.

Posted by adminfon / Posted on 16 Dic
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